IL TEMPO 10 marzo 2007
Da domani sciopero bianco della Guardia Medica
Il sindacato Fimmg punta ad un accordo con la Asl per
migliorare l’erogazione dei servizi sanitari. I Medici si atterranno
alle prestazioni previste dal contratto nazionale. Niente ambulatorio
a libero accesso.
I MEDICI di Continuità Assistenziale (la ex
Guardia Medica), da domani si atterranno strettamente alle prestazioni
previste dal contratto nazionale e dall’accordo integrativo regionale,
vale a dire prestazioni indifferibili domiciliari e territoriali, sospendendo
quindi l’attività ambulatoriale a libero accesso. È
quanto emerge da un comunicato della Fimmg-Ca che con questa presa di
coscienza del problema di spessore, ormai non più differibile
anche perchè i medici sono confortati dalla normativa di riferimento
disciplinata dall’Atto di intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005
e dall’Accordo integrativo regionale del 9 agosto 2006. Il tutto
nasce dall’aumentata domanda di prestazioni sanitarie, dall’impossibilità
di poter in maniera ottimale soddisfare tutte le richieste, aggiungiamo
noi di non poter sostenere più un ritmo di lavoro così
stressante, così continuo, senza fare cenno alla delicatezza
del loro compito che guarda alla salute dei cittadini utenti, non certo
a mettere timbri sulle pratiche. Sulla necessità di riportare
la Continuità Assistenziale su livelli di accordi integrativi,
di personale e di retribuzione adeguati, da qualche tempo si è
aperto un colloquio con la Asl per definire, insieme, un percorso capace
di soddisfare le esigenze dei medici di Continuità Assistenziale
e, nel contempo, di assicurare agli utenti, sempre più numerosi,
un’assistenza integrata valida e puntuale. Il servizio, chiaramente,
è di prima necessità perchè oltre all’attività
ambulatoriale, i medici sono chiamati a dare la loro professionalità
domiciliare nel territorio, chiaramente nelle ore notturne (dalle 20
alle 8 del giorno successivo). E allora si è parlato, in un progetto
di accordo, di affidare ai medici di CA due nuove tipologie di prestazioni:
ambulatorio ad accesso diretto e ambulatorio di continuità assistenziale.
Il primo si effettua nella sede di Guardia medica (anche la mattina),
il secondo (e questo sarebbe davvero un salto di qualità notevole)
rappresenta una forma di integrazione con il Pronto soccorso con i medici
di Ca che garantirebbero il trattamento dei "Codici bianchi".
Su questi punti sembrerebbe esserci una convergenza positiva da parte
della Asl, mentre i problemi veri nascono dal costo dell’innovazione.
Ci chiediamo: se l’erogazione di salute ha come disegno principale
quello di crescere e di dare il meglio e di più agli utenti-pazienti,
si può glissare il capitolo investimenti? Investimenti mirati
a migliorare la sanità, a riconoscere professionalità
già presenti (che qualcuno impropriamente tratta in maniera fin
troppo superficiale), a rendere il servizio al passo delle altre regioni
italiane. Trovare un accordo dignitoso si può, per il bene di
tutti. Degli utenti-pazienti soprattutto. F.Gian