Cartelle cliniche su card o su web?
Fornire l’accesso libero ai propri dati clinici elettronici
ai pazienti è generalmente visto come pratica giusta e positiva,
ma le opinioni divergono su quale sia la formula più adatta per
l’accesso a tali informazioni. Si tratta di decidere se i dati
clinici devono essere salvati su card o dispositivi portatili in possesso
dei pazienti o su siti web consultabili anche nelle strutture sanitarie.
Le card hanno molte controindicazioni, secondo i fautori dell’approccio-web:
“Una smart card è un dispositivo statico, che si tira fuori
quando uno è in sala operatoria (sempre ammesso che la si abbia
con sé)”, spiega Gillian Braunold, del Connecting For Health.
“Un servizio di archiviazione web permette invece continui aggiornamenti
da parte di tutte le strutture sanitarie nelle quali il paziente si
reca nella sua vita per visite o test diagnostici. Inoltre alcune strutture
ospedaliere potrebbero avere molte perplessità a leggere card
di provenienza non controllata, col rischio concreto di introdurre nel
loro sistema informatico virus o software indesiderati”. La sicurezza
è un problema anche su Internet: “Ogni sistema web può
essere violato. Figuriamoci uno nel quale basta una password di accesso
e si possono manomettere i dat clinici di una persona”. Sono quindi
necessarie procedure di sicurezza tramite key generatrici di password
numeriche sempre diverse simili a quelle adottate da poco dalle banche
per i conti on-line.
Cross
M. Electronic health records – wallet or web? BMJ 2008; 336:
637-638