| |
|
|
EVGENIJ ALEKSANDROVIC EVTUSENKO
(18 luglio 1933)
Romanzo in poesia
Nasce a Zima, in Siberia, nel 1933, da una famiglia da tempo
esiliata. Nel 1952 diviene il più giovane membro dell’Unione
degli Scrittori e si iscrive all’Istituto di Letteratura
di Mosca.
E' capostipite di una generazione poetica post-staliniana, brillante
e polemico portavoce dell’URSS del disgelo. Nel 1957 fu
accusato di individualismo, espulso dall’Associazione dei
Giovani Comunisti e, per il suo “nihilismo” dall’Istituto
di Letteratura.
Gravi problemi gli furono creati quando uscì la pubblicazione,
senza imprimatur sovietico, della sua “Autobiografia precoce”
in Germania (1962). Ha difeso dissidenti come Solzenicyn e, in
occasione dell’invasione sovietica della Cecoclovacchia,
protestò inviando un telegramma al suo governo.
Fu eletto nel 1989 deputato del popolo della città di Char’kov,
pronunciando discorsi contro il monopolio del PKUS e i privilegi
della burocrazia. Dal 1993 insegnante di letteratura russa presso
l’Università Americana di Tulsa (Oklahoma), dalla
quale ha ricevuto la laurea honoris causa.
Tra i suoi componimenti più recenti, la poesia "La
scuola di Beslan", sui tragici fatti terroristici avvenuti
in Ossezia.
|
| |
 |
|
GIOVANNI TESTORI
(12 maggio 1923 - 16 marzo 1993)
Conversazione con la morte
Il 12 maggio del 1923 nasce a Novate Milanese; spirito ribelle
e creativo, ben presto collabora con alcune riviste, dedicandosi
alla critica dell’arte contemporanea. Testori, che proviene
da una famiglia di fede cattolica, mantiene con la religione uno
stretto legame in tutta la sua attività letteraria e artistica.
I campi in cui Testori esprime la sua vocazione artistica sono
la pittura, scrittura, poesia, regia, recitazione e critica d’arte,
dando vita ad una serie di esperienze di grande livello e di notevole
spessore per quanto concerne la ricerca della lingua, dello stile
e dei temi.
Testori, attraverso la scrittura, attacca e allo stesso tempo
glorifica il reale. Il suo lessico è in ogni opera elemento
di rottura con le sue stesse esperienze letterarie.
La morte della madre segna per l’artista la nascita di un
nuovo percorso artistico, sintetizzato dal monologo di cui vi
consigliamo la lettura, da lui stesso interpretato nel 1978 a
Milano. |
| |
 |
|
FJODOR DOSTOJEWSKIJ
(30 ottobre 1821 - 28 gennaio 1881)
Delitto e castigo
Fedor Michajlovic Dostoevskij nasce a Mosca il 30 ottobre 1821.
L'atmosfera in casa Dostoevskij è opprimente e i bambini
hanno un'infanzia infelice, nonostante il carattere semplice e
allegro della madre che ama la musica e legge Puskin. La madre
insegna a leggere al piccolo Fedor: la Bibbia e soprattutto il
libro di Giobbe è la sua lettura preferita. Nel 1837 muore
la madre affetta da una tisi ingravescente e indebolita dalle
numerose gravidanze. Nel 1839 muore il padre, forse ucciso dai
suoi contadini che era solito maltrattare sotto i fumi dell'alcool.
Sembra che, dopo aver ricevuto la notizia, Fedor ebbe il suo primo
attacco di epilessia. A 23 anni è scrittore a tempo pieno.
Nel gennaio 1846 esce il suo primo racconto "Povera gente".
Il 16 novembre è condannato alla pena di morte mediante
fucilazione, esecuzione che all'ultimo momento, come era uso a
quei tempi per esaltare la grandezza e la magnanimità dello
zar, viene commutata in condanna ai lavori forzati in Siberia;
nella fortezza di Omsk, Dostoevskij passa quattro anni a contatto
con detenuti di ogni genere, provenienza, estrazione, ognuno con
una storia diversa; tutto materiale che verrà utilizzato
per "Memorie da una casa di morti". Il 28 gennaio 1881
muore a Pietroburgo, per il peggioramento dell'enfisema polmonare
da cui è affetto. Viene sepolto nel cimitero del convento
Aleksandr Nevskij, accompagnato da una folla immensa. |
| |
 |
|
BERTRAND RUSSELL
(18 maggio 1872 - 2 febbraio 1970)
Elogio dell'ozio
"Il mondo soffre per colpa dell'intolleranza, del bigottismo
e per l'errata convinzione che ogni azione energica sia lodevole
anche se male indirizzata; mentre la nostra società moderna,
così complessa, ha bisogno di riflettere, di mettere in
discussione i dogmi".
"Elogio dell'ozio" è uno dei quindici saggi che
compongono questa raccolta in cui Russell tratta le più
disparate tematiche politiche e sociali. I pericoli derivanti
dall'eccesso di zelo e l'importanza della contemplazione; architettura
e questioni sociali; critica del comunismo, critica del fascismo
e argomenti in favore del socialismo; cinismo dei giovani e conformismo
della società moderna; l'educazione, la salute mentale,
l'anima.
Nacque e morì a Ravenscroft, in Galles. Ha sempre sostenuto
il sodalizio fra filosofia e scienza affermando, fin dagli anni
'60, che la sua visione del mondo poggiava sulla base di quattro
scienze diverse: fisica, fisiologia, psicologia e logica matematica.
Nel 1918, per aver scritto un articolo a favore del pacifismo
dovette scontare sei mesi di carcere. Nel 1940, a causa dello
scandalo che le sue teorie etiche e sociali avevano suscitato,
fu privato dell'incarico al City College di New York. Nel 1950
Bertrand Russell ricevette il premio Nobel per la letteratura.
Strenuo difensore dei diritti umani e tenace sostenitore delle
libertà dell'individuo fu ispiratore del cosiddetto Tribunale
Russell, istituito per denunciare le persecuzioni ideologiche
e distintosi nella lotta per smascherare i crimini di guerra contro
il Vietnam. |
| |
 |
|
MOHAMED CHOUKRI
(1935 - 15 novembre 2003)
Il pane nudo
“Quando la fame arrivava al punto da farmi venire i
crampi allo stomaco, andavo in giro per le strade del nostro quartiere.
Mi mettevo a cercare nella spazzatura quello che c’era di
mangiabile, e mandavo giù. Mentre lo facevo, una volta
incontrai un ragazzino scalzo, a malapena vestito. Lui mi disse:
Guarda che la spazzatura della città nuova è
più interessante di quella del nostro quartiere. I rifiuti
degli europei sono migliori di quelli dei Marocchini...”
L'autobiografia di un ragazzo ventenne ancora analfabeta. A più
di vent’anni dalla pubblicazione del “pane nudo”
Mohamed Choukri è ancora un autore di primo piano. Scoperto
dallo scrittore americano Paul Bowles, presentato in Francia da
Tahar Ben Jelloun, il libro è uscito anche in Marocco,
paese natale dello scrittore, dopo un lungo periodo di censura.
Nei paesi arabi il libro era vietato perché raccontava
la società araba senza paure; è circolato in clandestinità
fino a diventare il manifesto di una generazione. In Marocco il
divieto è caduto solo nel 2000, in Egitto è ancora
vigente. |
| |
|
|
VITTORINO ANDREOLI
(Verona 1940)
"Una famiglia non può essere ridotta all'uno
o all'altro dei suoi componenti, non è nemmeno la somma
algebrica di tutti, poiché l'insieme dà un valore
aggiunto per cui ciascuno, in quanto parte di quella famiglia,
acquisisce qualche cosa che non gli appartiene e che non si manifesta
quando si esprime da solo."
Leggi
il primo capitolo online... |
| |
|
| |
|
| |
|
| |
|
| |
|
|